Film diretto da Bi Gan, è ambientato in un lontano futuro segnato da un’apocalisse silenziosa, in cui l’umanità ha smarrito la capacità di sognare. In questo scenario, una donna sospesa tra la vita e la morte, distesa su un letto operatorio, scivola in uno stato di coscienza indefinita, segnata da un trauma profondo e da un corpo ormai vicino al collasso. La sua mente la trasporta in uno spazio irreale e desolato, fatto di rovine, relitti del passato e paesaggi immobili, dove il tempo sembra essersi fermato. In questo luogo incontra una figura misteriosa: un’entità ibrida, a metà tra umano e macchina, danneggiata e inattiva, come se attendesse qualcosa capace di riportarla in vita. La donna comprende che quell’essere potrebbe essere l’ultimo a conservare la facoltà di sognare. Nel tentativo di risvegliarlo, comincia a raccontargli storie, intrecciando miti, ricordi e frammenti della tradizione cinese, con la speranza che la forza del racconto possa ricostruire ciò che è andato perduto e riempire il vuoto lasciato dal progresso tecnologico. Con il passare del tempo, i confini tra sogno e realtà si fanno sempre più incerti. La donna acquisisce una nuova consapevolezza, riuscendo a riconoscere l’illusione per ciò che è, ma anche a intuire che proprio lì potrebbe celarsi una forma più autentica di verità. Tuttavia, più si lega alla creatura, più si trova davanti a una scelta cruciale: tornare al mondo reale o restare in quella dimensione sospesa, dove memoria, amore e possibilità continuano a esistere, anche se solo come fragili visioni.